Scuola: più tempo pieno per garantire i diritti dei bambini e dei docenti del sud

Sono molto contenta di annunciare che è stato appena approvato l’emendamento a mia prima firma nella Legge di Bilancio per aumentare il tempo pieno nelle scuole del Sud.

Si tratta di un primo importante risultato nel mondo della scuola che porterà all’assunzione e al rientro di nuovi insegnanti per garantire un servizio che ha tanti risvolti positivi.
Il tempo pieno rappresenta infatti un’opportunità formativa per i bambini, un supporto educativo per le famiglie, la possibilità di assunzione per i docenti precari e un’occasione di rientro per i docenti del Sud che sono stati trasferiti al Nord.
In moltissime scuole del Nord, il tempo pieno è già una realtà, non ancora nelle scuole del Sud. Qui dopo l’ultima campanella, i bambini tornano a casa e nei loro quartieri, dove a volte non possono essere seguiti dai genitori, non godono di adeguate occasioni culturali, o addirittura rischiano di avvicinarsi alla microcriminalità e di allontanarsi dai contesti costruttivi di crescita, come quello scolastico.
L’emendamento prevede che il Miur, con decreto, stabilisca le modalità operative per l’attuazione del tempo pieno al sud attraverso l’ampliamento dell’organico dei docenti di 2 mila unità, al fine di iniziare a  rimuovere le diseguaglianze territoriali presenti nel nostro Paese.
È inaccettabile, infatti, che in una città come Milano il 90% dei bambini della primaria possa andare a scuola e svolgere attività educative anche nel pomeriggio, mentre a Palermo lo possa fare solo il 4% degli alunni.
Se in Sicilia, ed in particolare a Ragusa e Siracusa, si registrano le percentuali più alte di dispersione scolastica, è anche a causa della carenza di questa opportunità formativa.
Save the Children – in occasione della recente presentazione dell’Atlante delle infanzie a rischio, “Le periferie dei bambini” – ha fornito un dato allarmante sulla nostra regione: il 42% dei minori siciliani vive in periferie disagiate e in condizioni di povertà relativa. Ha evidenziato inoltre che le disuguaglianze non sono solo tra nord e sud, ma anche tra zone diverse di uno stesso territorio: pochi chilometri di distanza possono significare riscatto sociale o impossibilità di uscire dal circolo vizioso della povertà, non tanto economica, quanto educativa, e che occorre intervenire con politiche e risorse adeguate.
Ecco perché come Portavoce del Movimento 5 stelle e come componente della Commissione Cultura, sono molto fiera di questo risultato e dello stanziamento dei primi 80 milioni sulla scuola di questo Governo per questo fine. Si tratta di un primo passo verso un’istruzione migliore, più equa e garante dei diritti dei docenti meridionali e del futuro dei bambini del sud.

 

 

 

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